Mi piace pensare di unire la testa da tecnico e il cuore da spettatore: progetto, riprendo e monto, ma in realtà cerco sempre di catturare l'energia di chi sta sul palco e restituirla a chi guarda uno schermo.
Mi occupo di videografia per eventi dal vivo, spettacoli, brand e festival. Opero dal Lago di Garda, principalmente tra Brescia, Bergamo, Verona, Mantova e Cremona. Quando inizio un progetto, non vedo solo camere e segnali video: vedo un sistema che deve funzionare, emozionare e raccontare. Dal briefing alla regia multicamera, fino al montaggio e alla color, ogni passaggio è un piccolo spettacolo dentro lo spettacolo.
Se qualcosa non funziona, probabilmente lo sto già sistemando per capire come farlo andare meglio.
Amo la regia live perché non concede prove generali: o ci sei, o non ci sei. È un equilibrio tra tecnica e improvvisazione, tra concentrazione e caos. Ogni evento è diverso, e questo — per me — è il bello.
Fuori dalle riprese, resto comunque un po' nerd: sviluppo siti, scrivo codice, configuro router e dispositivi per farli dialogare meglio. Il mio background da programmatore mi ha insegnato a pensare in modo sistematico, ma la regia live mi ha insegnato che l'imprevisto fa parte del gioco.
Passo con la stessa curiosità da DaVinci Resolve al terminale, da una camera a un Raspberry. Forse è per questo che mi definisco un one-man-band digitale: metto insieme logica e creatività, tabelle e sport, segnali SDI e idee.
Tecnologia + racconto dal vivo = la mia comfort zone (anche quando non è affatto comoda).